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SINONIMI: plumcot - susincocco- pruna cresammola – albicocco nero - albicocco del Papa - susinoalbicocco - albicoccovioletto.
Il nome comunemente utilizzato per questo ibrido è PLUMCOT che deriva dalle parole Plum (Susino) e Apricot (Albicocco).
Questa specie il cui nome è “PRUNUS DESYCARPA” è un ibrido derivato da un incrocio naturale tra l’albicocco prunus armeniaca e il susino mirabolano prunus cerasifera. Presenta caratteristiche intermedie tra i due genitori ed è resistente al freddo invernale. Matura i frutti nelle campagne di Vada dal 1-6 al 15-6, ma per fruttificare necessita di essere impollinato da albicocco o dal susino mirabolano.

Alcuni studiosi ritengono che, queste piante sono costituite da specie ibride derivate da un incrocio naturale tra il Prunus armerica (albicocco tradizionale) e il Prunus cerasifera (susino mirabolano). Il mirabolano per le sue caratteristiche è largamente impiegato a livello vivaistico come portainnesto dell’albicocco, del susino e qualche volta anche del pesco.

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LE VARIETA’ DISPONBILI

Le varietà di Biricoccolo ( con frutti molto simili nella forma e nel colore) disponibili in Italia sono due e precisamente:
Grossa precoce: è coltivata in provincia di Bologna. Il frutto è di media pezzatura (gr. 30-40) con buccia tomentosa, ha colore di fondo giallo e sovraccolore rosso. La polpa è gialla venata di rosso, di sapore dolce, gradevole e profumata a piena maturazione. Matura e si raccoglie dal 20 giugno al 15 luglio al nord e dal 1 di giugno al 20 giugno al centro.

Pruna cresammola: è il biricoccolo della zona vesuviana. Il frutto ha buccia tomentosa, è di pezzatura medio-piccola (gr 23-30 ), di colore giallo con sopraccolore rosso. La polpa è gialla intensamente venata di rosso, tenera, succosa, dolce ed aromatica a piena maturazione. La maturazione è scalare, inizia verso la metà del mese di giugno o anche prima con esposizione a sud e continua fino al 25 30 dello stesso mese.

DA DOVE VIENE CURIOSITA’ STORIA STUDI

Il biricoccolo è stato mensionato per la prima volta in Europa dagli abati francesi Nolin e Blavet nel 1755 con il nome di “albicocco violetto”. Successivamente altri autori hanno citato la specie con il nome di albicocco nero, albicocco del Papa e susino-albicocco. L’origine della specie è incerta e la pianta non esiste allo stato selvatico. ( Uno studio approfondito della durata di 15 anni sul biricoccolo è stato effettuato negli anni 30 e 40 dal compianto Prof. Angelo Manaresi, titolare, a quei tempi della Cattedra dell’Istituto di coltivazioni arboree dell’Università di Bologna. Questo studio ha consentito di illustrare la pianta evidenziandone i pregi, i difetti e le possibilità di coltivazione.) Essendo un ibrido derivato da un incrocio occasionale e naturale fra l’albicocco e il susino mirabolano la sua presenza può essere rilevata in tutte le zone dove queste due specie sono diffuse. La specie è coltivata nella Cina Occidentale e nell’Asia centro- meridionale.
Questo frutto era già stato studiato da Le Berriays e lo aveva chiamato “albicocco del Papa”, fu studiato da Fillassier che lo chiamarono “albicocco susino”. Nel 1791 l’Ehrhart lo considera come una entità specificata a sé stante, chiamata prunus dasycarpa, attribuendogli il sinonimo di albicocco nero (Maranesi, 1950) . Tra i primi genetisti ad interessarsi di questo ibrido ricordiamo Burbank che selezionò nel 1911 un ibrido chiamato “Apex plumcot”. Oggi istituti pubblici e privati hanno ottenuto diversi ibridi che possono essere distinti in tre categorie:
Fiori:
La fioritura avviene dopo quella dell’albicocco e quasi in contemporanea con il susino mirabolano ( fine marzo- aprile). Il fiore è medio piccolo con petali bianche soffusi di rosa. La fioritura avviene prima dell’emissione delle foglie. Il polline ha una elevata percentuale di sterilità e questo è giustificato dalla natura ibrida della specie. Pertanto la pianta è autosterile ed intersterile ( gli organi maschili non sono in grado di fecondare quelli femminili dello stesso fiore, dei fiori della stessa pianta e della stessa varietà e dei fiori di varietà diverse appartenenti alla stessa specie) e quindi necessita del polline prodotto da specie impollinanti quali l’albicocco e il susino mirabolano. Per capire i motivi della lamentata ridotta fertilità di questi ibridi occorre rifarsi alle possibili specie madri:
1- prunus trifora o salicine (susino giapponese diploide, 2n=16 cromosomi, x=8
2- prunus simonii (susino cinese diploide, 2n = 16 cromosomi, x=8
Frutti:
I frutti sono drupe di forma rotondeggiante o leggermente ellissoidale ed hanno un peso medio che oscilla i 25 e i 40 grammi. La buccia è leggermente tomentosa ( coperta di peluria) con colore di fondo giallo e sopraccolore rosso cupo più o meno intenso. La polpa è tenera, succosa, aderente al nocciolo, di colore giallo intensamente venato di rosso; ha sapore dolce, leggermente acidulo, aromatico e con un profumo più o meno pronunciato di albicocca o di susina. Il nocciolo è appiattito, allungato, di grandezza intermedia ( del 30-40 % più piccolo del nocciolo di albicocca ). L’epoca di raccolta va dal 20 giugno al 10-15 luglio nelle regioni del nord Italia, e va dal 1 giugno fino al 20 giugno nelle regioni del centro Italia. La maturazione è scalare e i frutti vanno raccolti quando risultano perfettamente maturi. I frutti raccolti durante la fase iniziale della maturazione hanno un sapore poco dolce ed asprigno. I noccioli presentano una terminabilità molto bassa e variabile che non supera il 10%.
biricoccolo
frutti dimenticati
allevamento
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Azienda Agrituristica Biologica "Le Biricoccole"
di Rosa Maria Bianco
Frutti antichi, frutti di macchia e frutti minori - olio e vino tipici toscani - agricoltura biologica
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Ristorante convenzionato: www.ristorantefratellicatarsi.it
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