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d’oggi, le moderne tecniche di coltivazione e commercializzazione
della frutta hanno selezionato varietà di aspetto
più bello, pezzatura più grossa e maggiore
produttività. Recentemente poi la manipolazione genetica
delle piante ha finito per snaturare l’antico aspetto ed
i sapori dei frutti a vantaggio delle esigenze di mercato.
L’azienda “ Le Biricoccole “ animata da una nuova coscienza
ecologica e culturale ha voluto invece recuperare nei suoi
campi i frutti antichi, quelli originali, non manipolati,
per riscoprire il fascino delle loro forme e dei loro sapori.
Le varietà antiche, sono bruttine, qualche volta
hanno il bachino dentro, ma sono più rustiche e più
resistenti di quelle moderne, si prestano bene alle coltivazioni
senza pesticidi e senza fitofarmaci e sono adatte ad un
pubblico che apprezza prodotti più sani, naturali,
non inquinati e dalle migliori qualità organolettiche.
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I
frutti antichi, selezionati da secoli di coltivazioni in
terre Toscane, si ammalano meno dei frutti moderni e producono
frutti saporiti, aromatici, e di facile conservazione in
luoghi asciutti e bui senza ricorrere alle celle frigorifere.
Da anni ci siamo impegnati al recupero di queste essenze
in collaborazione con gli Istituti Universitari che ci hanno
guidato ed ammaestrato nelle nostre ricerche. Data la particolarità
del nostro impianto l’ARSIA l’ente della Regione Toscana
ci ha richiesto tutta la documentazione di tali frutti per
iscriverci all’ALBO DEI COLTIVATORI CUSTODI DEL GERMOPLASMA”
albo nato per iscriverci tutti quei coltivatori che si impegnano
nel recupero delle specie in via di estinzione animali vegetali
ed arboree, a salvaguardia delle specie contro l’erosione
genetica.
Recenti studi hanno stabilito che in Toscana fino al secolo
scorso c’erano circa 100 varietà di mele e 55 di
pere. Il nostro impegno è quello di farne conoscere
il maggior numero possibile ai nostri visitatori. Per chi
ha a disposizione poi un pezzo di terra siamo disposti ad
indicare specie e varietà di frutti rari ed i vivai
nei quali acquistare le piante.
Partecipare alla salvaguardia della diversità biologica
è un dovere di tutti: in questo modo sarà
possibile controllare gli abusi delle manipolazioni genetiche
ed arricchire la natura di piante che la tecnologia ha scartato
e che ci potrebbero fornire importanti rimedi farmaceutici.
Il consumatore moderno non può più prescindere
da queste considerazioni e dovrà iniziare a diffidare
dei frutti lucenti e troppo perfetti e riscoprire le sane
abitudini alimentari di una volta.
PRINCIPALI FRUTTI COLTIVATI:
Sambuco, carrubo, olivello spinoso, berberis,
nespolo germanico, giuggiolo o zizzolo, melograno, goumi
del Giappone o eleagnus edulis, rosa rugosa, gelso bianco
e nero, corbezzolo, uva spina, kaki, nespolo del Giappone,
noce, fichi in varietà, pero corvino o amelanchier,
melo cotogno periforme e meliforme, noccioli in varietà,
corniolo, azzeruolo bianco, rosso e de carrier, sorbo, 300
varietà antiche di peri, meli, mandorli, ciliegi,
susini, peschi, albicocchi e uve da tavola. |